di Riccardo Pucciarelli
Non è solo un piatto simbolo, ma un vero e proprio racconto di territorio, tradizione e innovazione. La pizza napoletana torna protagonista sulla scena internazionale e lo fa da uno dei palcoscenici più importanti del settore: il Pizza Expo di Las Vegas, appuntamento di riferimento globale per professionisti e aziende della filiera. Nella tre giorni americana, svoltasi dal 24 al 26 marzo, la Campania ha portato oltreoceano il meglio della propria produzione agroalimentare, presentandosi con una rappresentanza compatta di imprese e istituzioni. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la presenza sui mercati esteri e difendere l’autenticità di uno dei prodotti italiani più imitati al mondo. Al centro dell’attenzione, il progetto “Pizza Napoletana 100% Campana”, una strategia che punta a garantire l’utilizzo esclusivo di ingredienti provenienti dalla regione, tutti certificati e tracciabili lungo l’intera filiera produttiva. Non si tratta soltanto di promozione, ma di un modello che ambisce a creare uno standard riconoscibile a livello internazionale. A rendere ancora più solido il progetto è l’impiego della tecnologia blockchain, che consente di seguire ogni fase della produzione, dal campo alla tavola. Una scelta che risponde alla crescente richiesta di trasparenza da parte dei consumatori e che mira a contrastare il fenomeno dell’italian sounding, particolarmente diffuso nel comparto alimentare. La presentazione ufficiale si è svolta nella cornice di Eataly a Las Vegas, davanti a una platea composta da operatori del settore, buyer e stampa specializzata. Un momento di confronto e visibilità che ha coinvolto rappresentanti istituzionali e associazioni di categoria, insieme a protagonisti della tradizione pizzaiola napoletana. Determinante, infatti, il contributo delle associazioni di settore, che da anni lavorano per tutelare e diffondere l’arte della pizza napoletana nel mondo. Accanto a loro, una selezione di aziende campane ha portato negli Stati Uniti prodotti simbolo come pasta, conserve di pomodoro, olio extravergine e mozzarella di bufala DOP, espressione concreta della qualità regionale. Il progetto, avviato nei mesi scorsi, sta già raccogliendo adesioni significative tra i pizzaioli attivi fuori dall’Italia. L’idea è quella di coinvolgere oltre cento pizzerie nel mondo, chiamate a proporre nei propri menu una selezione di pizze realizzate esclusivamente con ingredienti certificati campani. Un modo per creare una rete internazionale che parli un linguaggio comune: quello dell’autenticità. L’iniziativa rappresenta anche una leva economica importante per il comparto agroalimentare regionale, offrendo nuove opportunità di export e valorizzando produzioni che affondano le radici nella storia e nella cultura locale. In un mercato globale sempre più competitivo, la sfida non è solo quella di esportare un prodotto, ma di trasmetterne il valore. E in questo senso, la pizza napoletana, con il suo patrimonio di saperi, gesti e ingredienti, si conferma uno degli strumenti più efficaci per raccontare la Campania nel mondo.













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