Di Paolo De Leo
Dalla vittoria alla revoca per una cartella esattoriale. È questo il destino della cordata di imprenditori e professionisti che vedeva tra i protagonisti Armando Zambrano nella maxi gara per la progettazione del nuovo ospedale “Ruggi d’Aragona”, inizialmente aggiudicata e poi annullata. Zambrano già presidente dell’ordine nazionale degli ingegneri oggi scende in campo come possibile sfidante a Salerno di Vincenzo De Luca alle prossime elezioni amministrative di maggio.
La procedura per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera di Salerno, bandita da Soresa nel 2019 e fortemente voluta dall’allora governatore De Luca, aveva premiato il raggruppamento Steam-Pinearq con Zambrano, ma dopo le verifiche sui requisiti è arrivato lo stop: esclusione e incarico riassegnato allo Studio Altieri, secondo classificato.
Il ricorso al Tar non ha ribaltato la decisione. I giudici si sono concentrati su un punto preciso: la posizione fiscale di Antonio Zambrano, fratello del capogruppo. Una cartella esattoriale da circa 20mila euro, notificata via Pec e mai impugnata, è stata ritenuta sufficiente a far venir meno i requisiti richiesti.
Non sono invece entrati nel merito i presunti debiti ben più consistenti contestati ad Armando Zambrano, pari a circa 420mila euro, considerati non decisivi ai fini del giudizio.
Per il Tar, il principio è chiaro: i requisiti fiscali devono essere pienamente rispettati per tutta la durata della gara. Anche una singola irregolarità può compromettere l’intera procedura.
Così, una posizione debitoria relativamente contenuta ha determinato l’esclusione di una cordata di primo piano, chiudendo definitivamente la partita in favore di Studio Altieri.











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