Sud del Libano, civili tra bombardamenti e attesa: famiglie radunate presso una chiesa mentre l’UNIFIL coordina i rientri

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di Piero De Ruvo (video di Samer Sweidan)

10 marzo 2026 – Sud del Libano
Ore di grande tensione si stanno vivendo nel sud del Libano, dove la popolazione civile è stretta tra l’escalation militare e il desiderio di tornare alle proprie case. In diverse località della regione, decine di famiglie si sono radunate nelle vicinanze di una chiesa situata in una zona di confine, in attesa di ricevere il via libera per rientrare nei villaggi da cui erano state costrette ad allontanarsi nelle scorse settimane. Secondo testimonianze raccolte sul posto, uomini, donne e bambini si sono fermati lungo le recinzioni dell’area, sperando che le condizioni di sicurezza consentano presto il ritorno alle proprie abitazioni. La situazione è monitorata dai contingenti della missione UNIFIL, la forza di interposizione delle Nazioni Unite dispiegata nel sud del Libano, che in queste ore sta coordinando gli spostamenti dei civili e valutando le condizioni per eventuali rientri. Nonostante l’incertezza e la tensione, tra i residenti prevale un sentimento di speranza. Alcuni presenti raccontano di essersi riuniti per pregare e sostenersi a vicenda mentre attendono indicazioni ufficiali. «Se Dio vuole, torneremo presto sani e salvi nel nostro paese», affermano diversi abitanti, determinati a riprendere la vita quotidiana dopo settimane segnate dalla paura e dagli sfollamenti. La presenza dei caschi blu rappresenta per molti un punto di riferimento fondamentale: i militari dell’UNIFIL sono infatti gli unici a poter garantire un coordinamento minimo degli spostamenti in una zona dove la sicurezza resta estremamente fragile.


Nel frattempo, la vicina città di Tiro è stata teatro di nuovi bombardamenti. Secondo testimoni locali, nelle ultime ore l’aviazione israeliana avrebbe colpito ripetutamente lo stesso edificio in un quartiere urbano della città. I residenti riferiscono di aver assistito a tre attacchi consecutivi sul medesimo obiettivo. Stando alle ricostruzioni raccolte sul posto, due missili lanciati in precedenza non avrebbero provocato la distruzione completa della struttura. Il terzo raid sarebbe stato quindi effettuato per portare a termine l’operazione. Colonne di fumo si sono levate tra i palazzi mentre i civili osservavano a distanza l’impatto dell’esplosione. L’episodio ha alimentato ulteriormente la paura tra la popolazione, già provata dalle settimane di combattimenti e dall’incertezza sul futuro delle proprie case e dei propri quartieri. A rendere ancora più drammatico il quadro ieri è arrivata anche la notizia dell’uccisione di padre Piere Al Rahi, sacerdote cristiano maronita molto conosciuto nella comunità locale. Secondo fonti del posto, il religioso sarebbe stato colpito nel suo villaggio durante un’operazione militare attribuita a Israele. La sua morte ha suscitato forte commozione soprattutto tra i cristiani della regione, dove il sacerdote era considerato una figura di riferimento non solo religioso ma anche sociale. Parallelamente, nelle stesse ore è iniziata l’evacuazione dei civili dal villaggio cristiano di Alma Al Shaab, situato a pochi chilometri dal confine con Israele. Convogli di residenti stanno lasciando l’area diretti verso zone considerate più sicure all’interno del paese. Le operazioni, secondo autorità locali e testimoni, sono supportate proprio dai contingenti dell’UNIFIL, impegnati a facilitare lo spostamento della popolazione e a ridurre i rischi lungo la linea di confine. In questo scenario, centinaia di persone restano sospese tra due realtà opposte: da una parte le distruzioni e i bombardamenti che continuano a colpire la regione, dall’altra la speranza di poter tornare presto alle proprie case. Tra le mura della chiesa dove molte famiglie si sono raccolte, la preghiera e la solidarietà sembrano essere gli unici strumenti per affrontare l’incertezza. Il destino degli sfollati, tuttavia, resta legato all’evoluzione della situazione militare e alle decisioni che verranno prese sul terreno nelle prossime ore.

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