È il progetto firmato dal gruppo guidato da LAB.I.R.INT. Architettura, con gli architetti Dario Raguzzino e Adele Spiezie capogruppo e Maria Rosaria Giuliano, Ilaria Castaldo, Stefania Rusciano e Christian Della Volpe mandanti, ad aggiudicarsi il concorso di idee “CPS 01_SUB2 – Riqualificazione dell’area di interazione porto-città”. Una proposta che ridisegna radicalmente l’area di Santa Teresa, dal Crescent fino all’area portuale.

L’INTERVENTO
“Il progetto risponde in modo puntuale agli obiettivi del bando, che individuava nell’area un ambito strategico ma frammentato, bisognoso di una visione capace di migliorare la qualità architettonica, ambientale e funzionale dello spazio pubblico. La strategia proposta punta su una riconnessione morfologica e funzionale, eliminando barriere fisiche e visive e restituendo continuità tra tessuto urbano, waterfront e infrastrutture portuali”.
Fulcro dell’intervento è lo spazio pubblico, concepito come vera e propria infrastruttura urbana continua e inclusiva, attiva durante l’intero arco della giornata. Il masterplan articola l’area in ambiti complementari: una fascia edificata con funzioni pubbliche e portuali in continuità con l’esistente, un grande parco attrezzato dedicato a sport e benessere, un’area eventi in asse con la Stazione Marittima e piattaforme sopraelevate che ospitano servizi, funzioni ricettive e spazi sociali, integrando i parcheggi senza compromettere la qualità degli spazi aperti.
Dal punto di vista architettonico, il progetto dialoga con le principali preesistenze contemporanee – Stazione Marittima e Crescent – assumendole come riferimenti del nuovo disegno urbano. Le nuove volumetrie sono collocate ai margini, preservando le visuali verso il mare e mantenendo libero l’asse principale di connessione. Il linguaggio è essenziale e misurato, pensato come mediazione tra forme organiche e geometrie più rigorose.
Ampio spazio è riservato ai temi della sostenibilità ambientale e della resilienza climatica: incremento delle superfici permeabili, estesa piantumazione arborea, pavimentazioni drenanti e sistemi di gestione sostenibile delle acque meteoriche contribuiscono a mitigare le isole di calore e a ridurre il rischio idraulico. Specchi d’acqua, sistemi di accumulo e riuso delle piogge e dispositivi di raffrescamento naturale migliorano il microclima e la fruibilità degli spazi.
Anche la mobilità viene ripensata in chiave integrata, con una chiara separazione dei flussi carrabili, ciclabili e pedonali. I percorsi pedonali diventano assi diretti e leggibili tra città e mare, mentre la viabilità veicolare viene spostata ai margini. Parcheggi razionalizzati, piste ciclabili continue e servizi di bike sharing garantiscono accessibilità e inclusività.

Dal punto di vista urbanistico e normativo, la proposta rispetta le previsioni del comparto CPS_01-sub2, risultando compatibile con vincoli paesaggistici e contesto costiero. La fattibilità è assicurata da un approccio pragmatico, basato su interventi leggeri e sostenibili anche sotto il profilo dei costi.
Con questo progetto, l’area di Santa Teresa si candida a diventare una nuova porta urbana per Salerno: uno spazio capace di accogliere i flussi turistici e crocieristici e, allo stesso tempo, di essere vissuto quotidianamente dai cittadini. Un intervento che non si limita a riqualificare un’area, ma propone una visione concreta e coerente per il futuro rapporto tra la città e il suo porto”.














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