di Riccardo Pucciarelli
Una giornata di protesta che doveva essere improntata alla rivendicazione dei diritti di una categoria in crisi si รจ trasformata ieri mattina in momenti di forte tensione davanti a Montecitorio. Migliaia di tassisti, in sciopero nazionale contro il governo e le politiche di liberalizzazione del settore, hanno sfilato lungo le vie della capitale per chiedere regole certe per il trasporto pubblico non di linea e limiti piรน rigidi alle piattaforme di intermediazione digitale come Uber.
La protesta, iniziata con il raduno delle auto bianche alle prime ore del mattino in piazza Bocca della Veritร , ha visto i conducenti dei taxi urlare slogan contro lโesecutivo e i grandi operatori digitali, richiamando lโattenzione sulla perdita di lavoro e sulle difficoltร economiche della categoria. โIl tassametro รจ una garanzia per il passeggero e per chi guidaโ, dichiaravano alcuni manifestanti, sottolineando lโimportanza della regolamentazione tradizionale di un servizio pubblico locale.
In questo clima giร teso รจ intervenuto il presidente di +Europa e dei Radicali Italiani, Matteo Hallissey, che ha deciso di presentarsi in piazza portando cartelli con la scritta โBasta lobbyโ e alcuni dispositivi Pos portatili, gesto simbolico con cui intendeva ยซcontestare la presunta chiusura corporativa della categoria e lโeccessiva tutela di interessi consolidati a discapito dei consumatori e di una concorrenza piรน apertaยป.
La sua presenza perรฒ non รจ passata inosservata. Hallissey รจ stato immediatamente contestato dai tassisti, e secondo quanto da lui stesso denunciato รจ stato oggetto di sputi, minacce e tentativi di avvicinamento fisico in un clima di crescente ostilitร che ha reso necessario lโintervento delle forze dellโordine per evitare escalation di violenza. โUna delle lobby piรน tutelate dโItalia non puรฒ continuare a imporsi contro i cittadiniโ, ha detto Hallissey in conferenza stampa, ribadendo la propria contrarietร alle chiusure del mercato e alle richieste di privilegio avanzate dai taxi.
Tuttavia, molti osservatori e diversi testimoni presenti ieri mattina hanno sottolineato che la sua incursione in un contesto di protesta legittima e pacifica da parte di lavoratori in sciopero รจ apparsa come una provocazione non richiesta, in un momento in cui lo sforzo principale della categoria era quello di far sentire la propria voce davanti alle istituzioni competenti. Anche il sindacato dei tassisti ha definito lโapproccio di Hallissey โinopportunoโ e non in linea con il tono richiesto per una manifestazione che intendeva difendere i diritti di chi vive quotidianamente dellโattivitร di taxi.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato per mercoledรฌ un incontro con le principali sigle sindacali per cercare una via dโuscita negoziata alla vertenza, ribadendo che il diritto di sciopero รจ sacrosanto ma deve restare nei limiti della legalitร e del rispetto reciproco.
La vicenda lascia aperto un dibattito piรน ampio: fino a che punto รจ lecito per un politico intervenire โsul campoโ in manifestazioni di lavoratori, soprattutto quando lโintento รจ quello di contestare le rivendicazioni della categoria? E quale confine deve essere rispettato tra il diritto di esprimere dissenso e il rischio di esasperare situazioni giร in bilico? Le cronache di oggi dimostrano che questa linea resta piรน che mai sottile.













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