Napoli, allarme meningite: l’ospedale Cotugno rassicura e smentisce i social

Posted by

di Riccardo Pucciarelli

Nelle ultime ore sui social network e tramite catene di messaggi privati WhatsApp si è diffuso un allarme tra i cittadini di Napoli, particolarmente nel quartiere di Chiaia, su un presunto focolaio di meningite meningococcica. La notizia ha generato preoccupazione tra residenti e frequentatori di locali pubblici, ma le autorità sanitarie hanno subito chiarito la situazione, negando qualsiasi emergenza epidemiologica.

In un comunicato diffuso oggi dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, struttura di cui fa parte l’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive, si precisa che al momento non esiste alcun focolaio di meningite a Napoli. I casi segnalati e attualmente ricoverati presso l’ospedale presentano diverse matrici patogene e non sono riconducibili a un unico ceppo infettivo, come risulterebbe in un’epidemia vera e propria. Il numero di ricoveri, secondo la nota, rientra nei flussi stagionali attesi e non è superiore alla norma, anche in relazione ai recenti sbalzi di temperatura. Nel dettaglio la comunicazione sottolinea che tra i pazienti affetti da Neisseria meningitidis, il batterio comunemente responsabile di meningite meningococcica, tre soggetti sono legati da una conoscenza comune, ma non vi è correlazione cronologica tra le insorgenze, elemento che non supporta l’ipotesi di una catena di contagio diretta. Uno dei tre è attualmente in terapia intensiva, mentre gli altri due si trovano in reparto in condizioni stabili. Le autorità sanitarie locali stanno completando i protocolli di screening e sorveglianza previsti. 

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Può avere origini virali, batteriche o, più raramente, fungine. Le forme virali, pur potendo essere serie, sono generalmente meno gravi di quelle batteriche. Il periodo di incubazione tipico per la meningite virale varia da 3 a 6 giorni, mentre per la meningite batterica (come quella da Neisseria meningitidis o Streptococcus pneumoniae) può oscillare tra 2 e 10 giorni circa, con una media di circa una settimana. La trasmissione avviene solitamente tramite piccole goccioline di saliva o muco rilasciate con tosse, starnuti o contatto diretto (baci, condivisione di bicchieri, posate o sigarette). Ambienti chiusi e affollati aumentano la probabilità di contatto. Una caratteristica preoccupante è che persone apparentemente sane possono essere portatrici del batterio senza sintomi evidenti. Tuttavia, la contagiosità diminuisce rapidamente dopo l’inizio di una terapia antibiotica adeguata, spesso già entro 24 ore dalla somministrazione. 

L’allarme, innescato soprattutto da messaggi vocali e post virali non verificati, ha portato molte persone ad esprimere preoccupazione per frequentare luoghi pubblici, scuole e bar del centro cittadino. Le fonti ufficiali invitano alla calma e al buon senso, ricordando che nessuna misura straordinaria di sanità pubblica è stata attivata oltre ai protocolli standard di sorveglianza e profilassi per i contatti stretti. Le autorità sanitarie e l’ospedale Cotugno confermano che, allo stato attuale, non c’è alcuna emergenza meningite a Napoli, e che i casi osservati rientrano nella normale variabilità stagionale delle infezioni invasive da meningococco. Le strutture competenti proseguono comunque con le attività di controllo e monitoraggio per garantire la sicurezza collettiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *