C’è un’inchiesta sul palazzone che cresce nel cuore del quartiere Torrione, a Salerno, sulle ceneri dell’ex Sacro Cuore in via Volontari della Libertà. La Procura di Salerno ha aperto un fascicolo. Il pm Bianca Rinaldi indaga per violazioni del Testo unico dell’edilizia, in particolare per presunti abusi edilizi.
Le indagini sono partite a seguito di esposti e proteste da parte dei cittadini della zona, che più volte hanno chiesto, invano, chiarimenti all’amministrazione comunale e allo stesso primo cittadino Enzo Napoli. Dalla dirigente del settore comunale, Cantisani, è invece arrivata la rassicurazione che tutto si stia svolgendo a regola d’arte.
Ora si muove la Procura che, in tempi brevi, potrebbe fare chiarezza sui dubbi sollevati dai residenti del quartiere. Oltre all’impatto estetico, che modifica la conformazione dell’area, emergerebbero anche dubbi procedurali legati al permesso di costruire rilasciato dal Comune di Salerno. Tra questi, la vicinanza al mare.
«L’edificio non dialoga con il paesaggio costiero, non apre visuali né propone logge pubbliche o promontori urbani, ma si configura come una barriera edilizia che spezza le visuali trasversali e la permeabilità ambientale. In più presenta una sproporzione volumetrica rispetto agli altri edifici, senza alcun parcheggio pubblico, nessuno spazio esterno a uso pubblico e nessuna compensazione ambientale», sostengono i residenti nella nota inviata a Palazzo di Città.
Insomma, una costruzione che, secondo i cittadini della zona, «satura senza rigenerare». L’area dell’istituto era caratterizzata da piantumazioni, alberi ultradecennali, spazi aperti e superfici drenanti. Ora, invece, si prevedono oltre 80 unità familiari senza alcun tipo di compensazione. Anzi, denunciano i cittadini, vi sarebbe «una riduzione della qualità paesaggistica e del benessere abitativo del quartiere, per la saturazione del comparto urbano e la compromissione della viabilità locale; un aumento delle isole di calore dovuto all’impermeabilizzazione e alla cementificazione integrale del lotto; possibili rischi connessi alla gestione delle acque meteoriche, soprattutto in presenza di una falda superficiale».
Tra le criticità segnalate prima al Comune e ora alla Procura figurerebbero: un’eccessiva densificazione in deroga; l’alterazione del microclima e l’impermeabilizzazione di un’area a rischio falda; carenze istruttorie e l’assenza di valutazioni ambientali preventive; un vantaggio patrimoniale indebito e un pregiudizio alla legalità urbanistica.












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