72 persone indagate a vario titolo per truffa ai danni dello Stato, la guardia di Finanza vuole vederci chiaro.

Di Paolo De Leo

Gli indagati e le aziende coinvolte sono sospettati di aver messo in atto complesse operazioni illegali riguardanti la cessione di crediti d’imposta, secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio emanato nel 2020. La procura sostiene con fermezza che si tratti di una truffa ben organizzata basata su crediti fittizi del Superbonus, utilizzati illecitamente per finanziare lavori edilizi che, in realtà, non sono mai stati effettivamente eseguiti o completati. Le indagini meticolose condotte dalla Guardia di Finanza hanno coinvolto un ampio numero di imprese e imprenditori, con controlli estremamente approfonditi su documenti ufficiali, conti bancari, dichiarazioni dei redditi e tutte le attività economiche correlate a queste operazioni sospette.

Truffa sull’Ecobonus: la procura di Nocera Inferiore ha avviato un’indagine approfondita che coinvolge ben 72 persone accusate di truffa ai danni dello Stato. Il prossimo mese il Pubblico Ministero presenterà un appello contro un decreto che era stato parzialmente accolto dal Gip. Tra gli indagati, a uno è stato bloccato un importo superiore a 190mila euro, a titolo di sequestro preventivo.

Le accuse

Gli indagati e le aziende coinvolte sono sospettati di aver messo in atto operazioni illegali riguardanti la cessione di crediti d’imposta, secondo quanto previsto dal Decreto Rilancio del 2020. La procura sostiene che si tratti di una truffa organizzata su crediti fittizi del Superbonus, utilizzati per finanziare lavori edilizi che in realtà non sono mai stati eseguiti. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno coinvolto numerose imprese e imprenditori, con controlli approfonditi su documenti, conti bancari, redditi e attività economiche correlate.

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