Angri rappresentazione storica del palio della discordia

Di Paolo De Leo

Il Primo cittadino dice” Il progetto non è mai stato presentato da anni vogliono gestire i soldi pubblici”

Il Palio Storico, previsto per venerdì, sabato e domenica, vuole portare la città di Angri indietro nel tempo. Tra borghi antichi, casali, stemmi e date precise, tutto è pronto per una festa che dovrebbe celebrare le radici del territorio. Però, secondo gli storici della comunità doriana, quel passato sembra un po’ inventato.

Se si vuole raccontare la vera storia di Angri, qualcosa non torna. Tra le vie della città manca ancora una segnaletica corretta per ricordare Giovanni Zurolo, figura importante del Palio: la strada a lui dedicata ha un nome sbagliato – “Via G. Zurlo” – e manca un’insegna completa. Un dettaglio? Non del tutto, perché mostra la differenza tra rispetto della memoria e trascuratezza.

Poi ci sono i borghi. In quei posti dove dovrebbero esserci antichi casali pieni di storia e tradizione, invece ci sono nomi inventati, come “Casalanario” che non esiste. Le date scritte non corrispondono alla storia vera, gli stemmi araldici sono sbagliati o fuori luogo, e sembra che nessuno controlli queste gravi imprecisioni. Così, quello che doveva essere un vero “Palio Storico”, capace di ricordare con fedeltà e passione le radici culturali di Angri, rischia di diventare solo una festa medievale qualsiasi, bella ma lontana e scollegata dalla vera storia e identità della città.

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