Farù: il mare in città

Farù: il mare in città

Imprinting personale, tradizione rivisitata e tanto mare nella proposta dello chef Fabio Russo, che da tre anni gestisce con passione un locale interessante a Nocera Superiore, nella piazzetta antistante il Santuario di Materdomini. 

Portare il mare in un città: è la mission dello chef Fabio Russo che da tre anni ha dato vita ad un locale interamente frutto del suo imprinting personale a Roccapiemonte, nei pressi del santuario di Materdomini. Un punto nevralgico, nel cuore dell’Agro Sarnese Nocerino, l’orto della Campania, che si incontra, nelle sue produzioni di eccellenza, con i sapori del mare.

Una simbiosi che si ritrova nei piatti ispirati, da un lato, alla creatività e alla continua ricerca, dall’altro, all’eredità della tradizione culinaria locale e familiare. In tavola si susseguono portate che esprimono il mare nella sua essenza: e così la tradizionale insalata di polpo trova una nuova veste accompagnandosi alle verdurine croccanti ed alla salsa al limone della Costa d’Amalfi.

L’orata e i gamberi rossi sono valorizzati in pienezza in carapaci in cui incontrano, rispettivamente, le nocciole, la loro maionese e le pere caramellate, o il pesto di olive, la cialda di pane e l’olio di capperi. Sapori semplici, rassicuranti come quelli domestici, che trovano spazio ed espressione in piatti leggeri ed equilibrati. Anche nei primi piatti, il filo conduttore è quello della tradizione rivisitata: il signature dish è la genovese di tonno, che trasmette nella sua completezza le atmosfere costierane.

Ma un salto a Cetara con il palato lo si può fare anche optando per i tubetti con crema di ceci, alici e limone. Non manca una proposta di terra, sia negli appetizers che nei primi: la ricotta fritta è un evergreen presente in carta sin dall’apertura del locale, e sempre particolarmente apprezzata, mentre tra i primi piatti è la Nerano a ispirare il piatto protagonista, in una forma rinnovata e destrutturata, con i ravioli ripieni di bufala, la crema di zucchine, i fiori di zucca e la fonduta di Monaco: un inno alla bella stagione in chiave campana. Tra i secondi, domina il pescato del giorno, nelle cotture più rappresentative. Interessante l’orata in crosta di mandorle, con insalata di finocchi, sale e pepe. All’insegna della classicità i dessert: creme brulèe alla vaniglia, cheesecake al caramello salato con meringhe e gocce di cioccolato e millefoglie scomposta. Cantina curata, che spazia ben oltre i confini regionali e conferisce particolare attenzione alle bollicine francesi.

Andrea Bignardi

Di seguito l’articolo completo in versione pdf scaricabile online dall’edizione del 18 Agosto 2025:

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