Riceviamo e pubblichiamo una nota della compagnia di navigazione Grassi Junior sui recenti sviluppi della situazione del Punto Mare Masuccio Salernitano.

“Per anni il “Punto Mare” al Molo Masuccio Salernitano ha funzionato in assenza dei requisiti minimi previsti dalla concessione, sotto gli occhi di chi avrebbe dovuto vigilare. Le irregolarità erano note, denunciate più volte e persino riconosciute dalle stesse autorità, ma mai affrontate con la misura più logica e doverosa: la revoca della concessione. In un sistema normale, la gestione sarebbe stata interrotta di fronte a reiterati e gravi inadempimenti, aggravati da dichiarazioni rese in sede di gara che la realtà ha smentito clamorosamente.

Si è preferito invece lasciare tutto com’era, permettendo che la violazione diventasse la regola e arrivando oggi a offrire una via d’uscita a colpi di “sanatoria”, con la pretesa di presentare come ripristino della legalità ciò che è solo un tardivo adeguamento. Una toppa a colori, buona solo a cancellare le responsabilità di chi ha beneficiato per anni di un bene pubblico gestito come proprietà privata.

Il caso più eclatante resta quello di un modulo prefabbricato destinato formalmente alla Capitaneria di Porto, che è stato invece utilizzato come biglietteria dalle compagnie socie del concessionario, rimosse sabato 9 Agosto (biglietterie 1 e 2 di Tra.vel.mar). Un’anomalia clamorosa, rimasta sotto silenzio per anni, che dimostra come un presidio istituzionale reale sull’area avrebbe potuto impedire l’accumularsi delle irregolarità che oggi indignano.

Le denunce si sono moltiplicate, senza produrre alcun intervento sostanziale. Nessuna sospensione, nessuna revoca, nessun ripristino reale della parità tra operatori. Oggi si assiste a un maquillage tardivo, con il quale si tenta di azzerare ogni profilo di responsabilità e trasformare anni di gestione distorta in un episodio chiuso. Ma il messaggio che passa è devastante: nel demanio pubblico, chi viola le regole può continuare indisturbato finché non viene messo alle strette, e quando accade, basta un colpo di vernice per ripartire come se nulla fosse.
Il “Punto Mare” è così diventato il simbolo di un sistema dove l’inerzia e la mancanza di controlli valgono più delle norme e degli impegni presi, e dove la legalità non è la condizione per operare, ma un optional da tirare fuori solo quando la pressione pubblica e giudiziaria rende impossibile farne a meno”.
