Incendi in Campania si indaga sulla pista dolosa

Di Paolo De Leo

Continua a bruciare la provincia: un incendio è divampato in via Acquedotto a Roccapiemonte. Il vicesindaco Roberto Fabbricatore, responsabile della Protezione Civile, ha fornito un aggiornamento sulla situazione: “Stiamo intervenendo per spegnere un incendio scoppiato da poco. Sul posto sono presenti due squadre dei Vigili del Fuoco, operai della Sma e volontari del Nucleo di Protezione Civile di Roccapiemonte, che monitorano l’area per contenere le fiamme e impiegare tutti i mezzi disponibili”. Il monitoraggio proseguirà senza sosta e, se necessario, domani all’alba sarà effettuato un intervento aereo, poiché il vicesindaco ha già coordinato con i responsabili regionali della Protezione Civile.

Oltre a Roccapiemonte, anche Giffoni Valle Piana è stata colpita da incendi. Sabato 9 agosto un vasto rogo ha interessato le montagne circostanti, con lapilli e cenere che hanno ricoperto le terrazze dei condomini.

Domenica 10 agosto si sono verificati incendi sul Vesuvio, ancora in fase di spegnimento come quello di Giffoni Valle Piana. Tutte queste località si trovano in Campania, in particolare nella provincia di Salerno.

Si sospetta che gli incendi siano di origine dolosa, ma al momento non ci sono conferme su chi o come siano stati appiccati. Le squadre della Protezione Civile stanno lavorando senza sosta per domare le fiamme, su richiesta del Presidente De Luca, che ha informato il Governo centrale, il quale ha immediatamente avviato le operazioni di intervento.

Nonostante l’impegno su più fronti, con mezzi aerei e terrestri, l’incendio sul Vesuvio è ripreso nella notte. È attivo su tre fronti e nella serata di ieri si è acceso un nuovo focolaio sul versante di Torre del Greco-Pompei. Purtroppo i mezzi aerei possono intervenire solo con la luce del giorno.

«I volontari della Rete del Vesuvio stanno monitorando la situazione per individuare le modalità di intervento e avvisare le istituzioni», scriveva ieri sera la rete Salute Ambiente Vesuvio. L’area è sorvegliata centimetro per centimetro, ma le operazioni di spegnimento restano estremamente complesse. Da ieri sono al lavoro squadre a terra dei Vigili del Fuoco, 6 Canadair e un elicottero; fortunatamente i centri abitati sono ancora al sicuro, ma il rogo ha devastato vaste porzioni di macchia mediterranea, generando fumi che, col cambio di vento, si sono spostati verso l’entroterra napoletano. La giornata di oggi, lunedì 11, sarà cruciale per evitare che la linea del fuoco si avvicini troppo ad altre aree verdi e le distrugga, minacciando le zone abitate, densamente popolate.

Nei giorni scorsi i fumi generati dalla combustione della pineta di Terzigno erano visibili anche dal satellite Sentinel-2 Copernicus. La magistratura ha avviato un’inchiesta – per ora senza indagati – sui roghi che sono quasi certamente di origine dolosa.

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